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Corriere della Sera, articolo dal titolo: “Natura e poesia. La mia vita è mobile” – Intervista a Mario Prandina

Natura e poesia. La mia vita è mobile

“Monocicli e gambe sghembe. E il surreale mondo di Mario Prandina, sognatore etico
con i piedi per terra e la testa tra le nuvole.
Design e artigianato, mondo e salotto, macro e micro, estroe astro, così sopra, così sotto.
Un’alchimia di gesti e parole in libertà, un progetto di cura nudo e crudo — tutto natura e mani — lungo(quasi) una vita, con una «mission possible»:la bellezza sostenibile.
Come Mastro Geppetto con Pinocchio, Prandina trasforma il legno in creatura sensibile e la lancia sul mercato con amore e malizia da p.r.navigato. E il tocco lenitivo dell’artigiano doc, cresciuto in francescana solitudine studiando il ciclo produttivo.

«Mi considero un”one-man- band”— afferma il designer —. Devo molto ai giornalisti che, fin dai primi passi, mi hanno sostenuto con una messe di articoli che hanno fatto colpo sui miei clienti.
Oggi non ho perso il gusto di accompagnare le mie creature dalla nascita fino alla consegna.
Monto sul furgone ed entro nelle case, solo così vedo gli ambienti con i miei occhi e tocco con mano le necessità dei clienti.
Un percorso che consiglio ai giovani. Non c’è altra scuola se non l’esperienza diretta. Se non vivi, non ami».

Un artigiano illuminato che, ha saputo trasmutare un prodotto di estrazione brianzola — «il migliore possibile in Europa», afferma orgoglioso — in un’avventura intelligente, in grado di leggere i dettami della tradizione e farli decollare nel segno del design d’alta scuola. Il nostro.
Un ponte tra passato e futuro che ben si sintetizza nella scelta del nome dell’azienda, «Plinio il Giovane», che Prandina ha fondato nel 1975 ispirandosi a una filosofia, allora all’avanguardia, basata sull’idea di arredamento ecofunzionale, dunque economico in senso letterale, sublimando la natura del rovere, un legno solidissimo certificato per durare nel tempo e garantire incastri impensabili tra i vari elementi del mobile, senza collanti tossici.
Riscoperta, rivalorizzazione e ritorno all’umiltà aurea dell’artigianato: in altre parole, l’arte della ricreazione. Principi apparentemente semplici che però hanno consentito a Prandina di svettare, con la sua fucina di bizzarri oggetti di design, nel panorama internazionale. La quintessenza di Plinio il Giovane è il profumo della natura, in un circolo virtuoso che restituisce valore e dignità ai professionisti del legno nel rispetto dell’ambiente.

Tratto distintivo di divani, tavoli e letti dai nomi evocativi — Eclettica, Duetto, Day Bed, Be Square, Cubi, Regency — è la versatilità, sposata alla funzionalità nell’ottimizzare le coordinate spaziali degli ambienti. Il «metodo Prandina» è specchio fedele della vicenda personale del designer: «Sono figlio di un traumatizzato di guerra, fin da adolescente ho amato il rischio, lavoravo da skyman per la Colmar, ci lasciavano sui ghiacciai dagli elicotteri per testare i prodotti. La paura non mi ha mai fermato, neanche oggi che mi sono trovato a fronteggiare un brutto male». Provato ma non domo, Prandina è già proiettato verso una nuova avventura: la creazione di «Plinioltre», un progetto di design «ecosociale», secondo la definizione dello stesso autore: una nuova collezione completamente realizzata nelle carceri, in centri di riabilitazione per malattie mentali e cooperative sociali, per offrire una seconda opportunità a chi vuole abbracciare la vita con animo positivo, oltre la condizione sociopsicologica di partenza.
Si possono già ammirare alcuni capi di abbigliamento prodotti dalla Cooperativa Sociale Procaccini 14, lampade e violini creati nel carcere di Opera. «Ho sempre avuto un debole per chi lavora dietro le quinte della società confessa Prandina -. Falegnami che sanno come carteggiare il legno e dargli vita nuova. Senza paura di inginocchiarsi».”

 

di Valeria Crippa, Corriere della Sera inserto Design, pagina 50 – 16.06.2020

 

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